SANTO ESPEDITO A SANREMO (ITALIA)

SANTO ESPEDITO - CHIESA DI TUTTI I SANTI SANREMO

Sanremo – Chiesa di Tutti i Santi / Sant’ Espedito

Introduzione storica

Sanremo, a partire dai primi anni dell’ottocento, conosce i fasti di un turismo di élite: affluiscono famiglie nobili e teste coronate da tutta Europa, in particolar modo dall’ Inghilterra, da Ungheria, Polonia, come pure dalla Russia. Il clima particolarmente mite favorisce la cura, la guarigione di diverse malattie dello spettro respiratorio.

La presenza di così numerose comunità, rende necessaria l’edificazione di una Chiesa Russa Ortodossa, una Chiesa Polacca cattolica, detta della Madonna Nera (nome derivante da una preziosa icona tutt’ora esposta sull’altare) ed una Chiesa di rito Anglicano: la chiesa di “All Saints”.

Tali erano le esigenze anche di carattere sociale – ricreativo, che negli stessi anni vengono edificati il primo Tennis-Bridge Club (sempre nella stessa zona), 1860, un golf ed un campo ippico, tutti ancora in funzione al giorno d’oggi.

La Chiesa di Tutti i Santi viene eretta, verso la fine dell’ottocento nell’attuale corso Matuzia (dal sito romano vico Matutianus), di fronte all’Hotel Londra (inaugurato nel 1860), su disegno dell’architetto inglese R. Norman Shaw, che aveva già progettato importanti opere a Londra, quali la sede della Royal Geographical Society ed altri importanti edifici.

La costruzione della chiesa, destinata alla numerosa comunità britannica locale di fede anglicana, fu resa possibile grazie soprattutto ai proventi derivanti da sottoscrizioni private: una serie di lapidi marmoree e targhe in ottone ricorda i numerosi benefattori della comunità anglicana matuziana, tra i quali il soprintendente del Royal Botanic Garden di Calcutta George King e vari membri della famiglia Hanbury, che risiedevano nella vicina Villa Hanbury, località Mortola, praticamente attuale confine con la Francia.

Venne consacrata l’11 febbraio del 1884, dedicata al rito anglicano – protestante. L’edificio è in stile neogotico vittoriano e conserva all’interno significative opere d’arte, tra le quali un meraviglioso trittico in legno di quercia, soprastante l’altare maggiore, formato da un pannello centrale e da due sportelli laterali, realizzato nel 1910 dagli scultori fiamminghi H. e A. Wespelaere di Bruges.
La Chiesa di tutti i Santi viene consacrata e dedicata al rito cattolico nei primi anni ’90 del Novecento. È tutt’ ora aperta al culto, con Santa Messa feriale e domenicale.

SANT’ESPEDITO

Non è stato facile contattare una fonte d’informazioni diretta perché – negli ultimi anni – si sono avvicendati diversi sacerdoti con nomina a Rettore della Chiesa di Tutti i Santi.

Però, a seguito di una lunga ed interessante chiacchierata con Padre Giuseppe Puglisi (che ne fu rettore dal 2011 al 2022), finalmente svelato il motivo del prezioso restauro della statua dedicata a Sant’Espedito, avvenuto negli anni antecedenti il Covid.

Padre Puglisi scopre la statua dietro all’altare della Madonna Nera nell’’adiacente Chiesa Polacca (i due edifici sono praticamente attaccati).

Altre statue di Santi erano conservate nello stesso luogo e successivamente ricollocate nella Chiesa di Tutti i Santi quando divenne di rito cattolico.

La statua di Sant’ Espedito aveva un dito rotto e, con affetto e tenerezza, Padre Puglisi mi racconta che gli sembrava che il viso del Santo lo stesse guardando, insistentemente.

Questa percezione continuò: Padre Puglisi approfondisce la storia del Santo e ne scopre la storia così avvincente, emblematica, la smisurata e vasta devozione nel mondo cattolico.
La conseguenza naturale a tutto ciò conduce alla ferma decisione di far restaurare la statua.

Ad avvenuto restauro, viene dapprima collocata in un altare che si trova – entrando nella chiesa – sulla sinistra, dove all’epoca si trovava il Tabernacolo che verrà successivamente spostato sull’ altare maggiore. Vennero organizzate delle Catechesi su Sant’Espedito e i fedeli locali si avvicinarono al culto del Santo che, ben presto, divenne molto venerato ed invocato. Ora Sant’Espedito è collocato insieme ad altre statue di Santi, disposte all’interno della chiesa.

L’importanza dello storico edificio è tale per cui esiste un duplice vincolo da parte dalla Soprintendenza della belle Arti, cui si aggiunge quello esplicito del Vaticano.

Per assicurare che la Chiesa di Tutti i Santi continui a ricoprire il ruolo e funzione nella sua più che centenaria storia, sarebbero necessari degli importanti restauri ed il più urgente dovrebbe interessare il tetto.

Tuttavia, la parcella dove si trova la Chiesa di Tutti i Santi, non è proprietà della Diocesi. Il vincolo del Vaticano ha “salvato” la Chiesa di Tutti i Santi, imponendo che resti luogo di culto; tale condizione è stata messa in serio pericolo in anni recenti a seguito di opposizioni da parte di altri imprenditori.

Si tratta dunque di un oggetto di non trascurabile valore che merita tutta l’attenzione non solo dei fedeli ma dell’intera comunità locale per esaltare ancor più il decoro della Città.

Manuela M. Cicognini